Il vino biologico nasce da uve coltivate senza pesticidi di sintesi, erbicidi o fertilizzanti chimici. A distinguerlo da un vino convenzionale è prima di tutto il lavoro in vigna: i produttori certificati seguono un disciplinare preciso e sono sottoposti a controlli da parte di organismi accreditati dall'Unione Europea.
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In cantina, la vinificazione biologica prevede l'uso limitato di solfiti: i vini bianchi biologici possono contenerne fino a 150 mg/l, quelli rossi fino a 100 mg/l, valori sensibilmente inferiori rispetto ai vini convenzionali. Questo non significa che il vino bio sia completamente privo di solfiti — una piccola quantità si forma naturalmente durante la fermentazione — ma che l'aggiunta è ridotta al minimo necessario. Biologico, naturale, biodinamico: le differenze Termini spesso usati come sinonimi, ma che indicano cose diverse. Il biologico è una certificazione ufficiale, riconoscibile dal logo verde dell'UE in etichetta. Il vino naturale non ha una definizione legale e si riferisce a pratiche artigianali a basso intervento, senza un ente certificatore. Il biodinamico va oltre il biologico, seguendo i principi dell'agricoltura biodinamica di Rudolf Steiner e certificato da enti come Demeter. Come riconoscere un vino biologico