Il Vermentino è un vitigno territoriale, spesso concepito per un vino bianco secco, minerale, a suo modo semplice e godibile sin da subito per via proprio di queste sue caratteristiche che lo raffigurano come vino immediato. La scommessa e insieme sfida dei fratelli Ragnedda è stata proprio quella di pensare il Vermentino capace di uno sprint in più, missione portata a termine con successo con questo campione di vendemmia tardiva, raccolto circa un mese dopo il periodo usuale della vendemmia e, per la prima volta nella storia del vermentino, il primo vino bianco sardo ad essere vinificato in barrique. Il risultato è un prodotto straordinario, che regala sensazioni organolettiche incredibili ma che al gusto continua a parlare della mineralità della sua terra. Per dire, scordatevi il vino easy da speghetto con le vongole!
Giallo paglierino con riflessi dorati, limpido e luminoso. Al naso presenta profumi molto intensi di fiori d’arancio e ginestra insieme a note di cedro candito, erbe aromatiche e frutta secca tostata come la nocciola. Il sapore è intenso, secco e sapido ma in un corpo morbido, rotondo e avvolgente che conduce verso continui ritorni di miele e frutta secca per un finale lungo e di estrema eleganza.
Vino da secondi piatti strutturati e saporiti, come uno scorfano alle erbe aromatiche ma da azzardare anche con una tagliata di pecora o dei formaggi molto stagionati.
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